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14-03-10, 10:18 PM
| | | Il fallimento di "Repubblica", giornale noioso e conformista Riporto una parte di un articolo di Giampaolo Pansa, che non e' certo di
destra, come sanno anche i bambini. E invito i kompagni del NG a riflettere
su quanto e' qui scritto, nella speranza che diminuisca almeno dell'1 per
cento la loro ottusita' e chiusura mentale.
"La Repubblica di Ezio Mauro ha rifiutato qualsiasi revisionismo, anche il
più moderato, per timore di perdere una quota dei suoi lettori. Quella più
vecchia intellettualmente. La più allineata ai miti della sinistra. La più
ostinata nel difendere la favola storica che per anni le è stata presentata
come l'unica verità. Non soltanto dai partiti di sinistra, ma da molti testi
scolastici di storia. Ho lavorato per quasi cinquanta anni in tanti
giornali. E so bene che tutti sono in qualche modo prigionieri dei propri
lettori. Per entrare in crisi, non è necessario perderli per intero: è
sufficiente vedersi abbandonare da una frazione non secondaria di chi ti
compra ogni giorno.
È quel che sta accadendo a La Repubblica. Non ha perso lettori che militano
a sinistra, tranne i più radicali e frustrati. Bensì quelli che da un
giornale pretendono equilibrio nelle cronache, pluralismo di opinioni,
analisi politiche non viziate dal partito preso. Non riesco a capire perché
Mauro non abbia scelto questa seconda strada. E sia rimasto inchiodato sul
perbenismo pedagogico, tutto inclinato a sinistra, in difesa del partito
Democratico. Lo ha deciso lui, essendo un moderato intelligente? Lo ha
deciso il suo editore? Lo hanno deciso, e glielo hanno imposto, i piccoli
centurioni de La Repubblica, il blocco di redattori e degli opinionisti
importanti? Penso sia stata una scelta di Mauro, un direttore troppo forte e
autorevole per lasciarsi imporre qualunque cosa.
Sta di fatto che da un errore di strategia culturale sono nati altri errori.
Il più evidente è l'aver fatto de La Repubblica la bandiera della battaglia
continua, ossessiva e irrazionale contro il centrodestra e, soprattutto,
contro Berlusconi. Il Cavaliere, o il Caimano, viene preso di mira ogni
giorno in ogni pagina del giornale. Nelle cronache, negli editoriali, nelle
rubriche, nelle vignette, persino nella scelta delle fotografie.
Il Cavaliere non è un padreterno. Ha molti difetti. E sbaglia spesso, come
accade a tutti i leader di partito. È giusto che la stampa lo controlli, lo
critichi, lo attacchi quando è necessario. Ma considerarlo il genio del
male, un nuovo Mussolini o un Hitler redivivo, pronto a mettere l'Italia in
catene, serve soltanto al suo vittimismo. " | |

14-03-10, 10:27 PM
| | | Re: Il fallimento di "Repubblica", giornale noioso e conformista Il 14/03/2010 23:18, Kimafuso Lamoto ha scritto:
> Riporto una parte di un articolo di Giampaolo Pansa, che non e' certo di
> destra, come sanno anche i bambini. E invito i kompagni del NG a
> riflettere su quanto e' qui scritto, nella speranza che diminuisca
> almeno dell'1 per cento la loro ottusita' e chiusura mentale.
>
>
Pansa e' fuori testa da due o tre anni .. | | | Try the foonews Toolbar!!! | |

14-03-10, 10:44 PM
| | | Re: Il fallimento di "Repubblica", giornale noioso e conformista
> E invito i kompagni del NG a riflettere su quanto e' qui scritto, nella
> speranza che diminuisca almeno dell'1 per cento la loro ottusita' e
> chiusura mentale.
ho riflettuto!
ha detto una manica di stronzate.
ma d'altronde, stiamo parlando di Pansa, cos'altro poteva dire! | |

15-03-10, 05:57 AM
| | | Re: Il fallimento di "Repubblica", giornale noioso e conformista L'alzheimer è proprio una brutta malattia.
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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15-03-10, 02:27 PM
| | | Re: Il fallimento di "Repubblica", giornale noioso e conformista
"Amelia" < > ha scritto nel messaggio
news:hnki8r$vng$ ...
> L'alzheimer è proprio una brutta malattia.
Ma almeno l'alzheimer viene a una certa eta'; per chi e' decerebrato dalla
nascita, cioe' i comunisti, non c'e' medicina che tenga.
Mi aspettavo queste risposte dai comunisti, che riflettono il medesimo
atteggiamento mentale di Stalin, di Mao, di Pol Pot e di tutti i dittatori
comunisti: chi non la pensa come loro e' scemo, ha l'alzheimer, e' un servo
ecc. ecc. Nessuno a sinistra cerca di fare autocritica e pensare che, se si
ricevono critiche, puo' darsi che un fondo di verita' ci sia in chi ci fa
queste critiche. No, loro sono al di sopra di tutti, hanno il loro Corano,
la loro Bibbia (che e' il Capitale o il libretto rosso di Mao) e da li' non
si muovono, neppure se gli viene dimostrato con prove inoppugnabili che
hanno torto marcio e che a demonizzare l'avversario non fanno altro che
rafforzarlo. Questo non lo dice solo Pansa, nel 2001 lo diceva anche
D'Alema, l'unica persona intelligente della sinistra e che, proprio per
questa sua qualita', e' stato messo fuori gioco. Che ci farebbe infatti una
persona intelligente in mezzo a tanti imbecilli quali sono oggi i signori
del PD e i dipietristi?
Purtroppo per l'ottusita' mentale e l'imbecillita' della sinistra non c'e'
alcun rimedio. L'unica sarebbe una pallottola alla nuca, come facevano loro
in URSS contro i dissidenti. | |

15-03-10, 05:55 PM
| | | Re: Il fallimento di "Repubblica", giornale noioso e conformista "Kimafuso Lamoto" < > ha scritto nel messaggio
news:4b9e43e7$0$814$ .. .
>
> "Amelia" < > ha scritto nel messaggio
> news:hnki8r$vng$ ...
>> L'alzheimer è proprio una brutta malattia.
>
....
> Purtroppo per l'ottusita' mentale e l'imbecillita' della sinistra non c'e'
> alcun rimedio. L'unica sarebbe una pallottola alla nuca, come facevano
> loro in URSS contro i dissidenti.
>
La televisione conta poco o nulla nel consenso a Berlusconi? A parlare dei
processi e degli scandali che riguardano il premier gli si fa soltanto un
favore? Invece di rompere le tasche da anni a noi "antiberlusconiani", i
professorini di liberalismo dovrebbero spiegare questi concetti al diretto
interessato. Dalle intercettazioni pubblicate da Il Fatto e riprese da
tutti, pare infatti che il Cavaliere non si occupi d'altro che di
controllare la televisione e i suoi controllori.
Mentre il Pil crolla e i premi Nobel per l'economia pronosticano la
bancarotta dello Stato italiano, il presidente del Consiglio trascorre le
serate a "concertare" con il commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi e
con altri sottoposti il modo di chiudere Annozero, si sbatte per impedire in
futuro l'accesso agli studi Rai a Eugenio Scalfari ed Ezio Mauro, ordina
l'oscuramento perpetuo di Antonio Di Pietro, perde perfino tempo a spiegare
a Minzolini che cosa deve dire nell'editoriale del giorno dopo. Tutto purché
non passi nel servizio pubblico una mezza informazione sui processi e gli
scandali che lo riguardano. Al resto, ci pensano i fidi direttori dei tiggì.
È un concentrato nauseabondo di regime quello che emerge dai dialoghi al
telefono. Un padrone ossessivo e dittatoriale che impartisce ordini
pazzeschi a un branco di servi contenti. Nel novembre scorso, alla vigilia
di una puntata di Santoro dove figura fra gli invitati, Maurizio Belpietro,
classico giornalista da riporto, telefona al padrone per informarlo che si
parlerà del caso Mills. Berlusconi diventa una furia, chiama il suo uomo
all'Autorità delle Comunicazioni, Innocenzi, e gli affida la missione di
impedire la messa in onda del programma. Innocenzi chiama il direttore
generale della Rai che un po' si lamenta ("nemmeno in Zimbabwe") ma poi
illustra allo sprovveduto censore il sistema per bloccare Santoro. In futuro
però, perché per impedire la messa in onda la sera stessa bisognerebbe fare
un golpe. Ipotesi ancora prematura. Nel frattempo il premier del fare ha già
sparso minacce e pressioni per mezza Italia e inviato in missione Letta da
Calabrò, presidente dell'Autorità. Un copione simile si rivede ogni volta
che Annozero affronta le questioni giudiziarie del premier, per esempio nei
giorni della deposizione del pentito Spatuzza. In questo caso scatta anche
la rappresaglia sotto forma di editoriale di Minzolini. Quello che teme chi
vuole dimezzarne la professionalità. Ponendo un affascinante quesito
matematico: si può dimezzare lo zero assoluto?
Ma qui nello Zimba, nemmeno Zimbabwe, si può tutto. Nessuno si scandalizza.
Il direttore del Tg1 sostiene che sia normale per un giornalista prendere
ordini dal presidente del Consiglio. "Altrimenti che giornalista sarei?".
Quando si dice una domanda retorica. I professori di liberalismo invitano,
come sempre quando si tratta di persone di rispetto, a non criticare
(ovvero: "linciare") nessuno prima che siano provati i reati in maniera
definitiva. Quindi, mai. In Italia infatti i processi a potenti da decenni
non giungono a sentenza definitiva. In compenso la libera informazione
italiana può sempre sfogarsi mettendo alla gogna mediatica qualsiasi anonimo
poveraccio incappato in un'indagine su un delitto di periferia, senza
suscitare le ire dei garantisti nostrani. Così com'è un costume diffuso in
Europa, nel Nord America e finanche in molte democrazie africane e
asiatiche, esprimere giudizi etici e politici sui comportamenti delle figure
pubbliche addirittura - sebbene alcuni opinionisti indigeni non lo
crederanno mai - in assenza di veri e propri reati.
Se dalle intercettazioni e dai comportamenti concreti del commissario
Innocenzi e del direttore Minzolini, funzionario e dipendente pubblico,
emerge una totale sottomissione a un capo politico, non c'è alcun bisogno di
aspettare l'esito dell'inchiesta di Trani per dare un giudizio del loro
operato. Almeno se si vuole continuare a fingere di essere un paese normale.
Peraltro, a volte queste cose accadono anche in paesi meno normali. Tanto
per rimanere in tema, tre anni fa a Bulawayo l'arcivescovo Pius Ncube, anche
in seguito alla protesta dei fedeli, rassegnò le dimissioni per potersi
difendere "più liberamente e senza coinvolgere la Chiesa" in un processo per
reati sessuali. Bulawayo è nello Zimbabwe.
di CURZIO MALTESE | |

15-03-10, 11:00 PM
| | | Re: Il fallimento di "Repubblica", giornale noioso e conformista On Mon, 15 Mar 2010 18:55:41 +0100, "Gioachic" < >
wrote:
> Dalle intercettazioni pubblicate da Il Fatto e riprese da
>tutti, pare infatti che il Cavaliere non si occupi d'altro che di
>controllare la televisione e i suoi controllori.
>
Veramente pare che certi giornali siano scritti esclusivamente da
depravati che ignorano tutto quello che non li stimola e nutrono
fantasie da adolescenti sul resto.
.. | |

16-03-10, 12:00 AM
| | | Re: Il fallimento di "Repubblica", giornale noioso e conformista "stufo36" < > ha scritto nel messaggio
news: ...
> On Mon, 15 Mar 2010 18:55:41 +0100, "Gioachic" < >
> wrote:
>
>> Dalle intercettazioni pubblicate da Il Fatto e riprese da
>>tutti, pare infatti che il Cavaliere non si occupi d'altro che di
>>controllare la televisione e i suoi controllori.
>>
> Veramente pare che certi giornali siano scritti esclusivamente da
> depravati che ignorano tutto quello che non li stimola e nutrono
> fantasie da adolescenti sul resto.
> .
>
Evidentemente non erano fantasie da adolescenti di certi giornali:
Berlusconi è indagato per concussione e per 'violenza o minaccia ad un Corpo
politico, amministrativo o giudiziario' (articoli 317 e 338 del Codice
penale), reati compiuti ai danni dell'istituzione del Garante per le
Comunicazioni. Nei confronti del commissario dell'Agcom, Giancarlo
Innocenzi, la procura ipotizza il reato di favoreggiamento personale
(art.378 del Codice penale), in relazione alle dichiarazioni fatte nel corso
di un'audizione dinanzi agli investigatori in cui avrebbe negato di aver
ricevuto pressioni da Berlusconi per chiudere Annozero. Il direttore del
Tg1, Augusto Minzolini è indagato per violazione dell'articolo 379 bis del
Codice penale: "Rivelazioni di segreti inerenti a un procedimento penale".
Minzolini non avrebbe osservato il divieto imposto dal pubblico ministero,
Michele Ruggiero, di non rivelare a terzi il contenuto dell'interrogatorio a
cui fu sottoposto a Trani il 17 dicembre 2009 nell'ambito delle indagini
sulle carte di credito American Express. | |

16-03-10, 04:12 AM
| | | Re: Il fallimento di "Repubblica", giornale noioso e conformista Gioachic wrote:
> "Kimafuso Lamoto" < > ha scritto nel messaggio
> news:4b9e43e7$0$814$ .. .
>> "Amelia" < > ha scritto nel messaggio
>> news:hnki8r$vng$ ...
>>> L'alzheimer è proprio una brutta malattia.
> ....
>> Purtroppo per l'ottusita' mentale e l'imbecillita' della sinistra non c'e'
>> alcun rimedio. L'unica sarebbe una pallottola alla nuca, come facevano
>> loro in URSS contro i dissidenti.
>>
> La televisione conta poco o nulla nel consenso a Berlusconi? A parlare dei
> processi e degli scandali che riguardano il premier gli si fa soltanto un
> favore? Invece di rompere le tasche da anni a noi "antiberlusconiani", i
> professorini di liberalismo dovrebbero spiegare questi concetti al diretto
> interessato. Dalle intercettazioni pubblicate da Il Fatto e riprese da
> tutti, pare infatti che il Cavaliere non si occupi d'altro che di
> controllare la televisione e i suoi controllori.
>
> Mentre il Pil crolla e i premi Nobel per l'economia pronosticano la
> bancarotta dello Stato italiano, il presidente del Consiglio trascorre le
> serate a "concertare" con il commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi e
> con altri sottoposti il modo di chiudere Annozero, si sbatte per impedire in
> futuro l'accesso agli studi Rai a Eugenio Scalfari ed Ezio Mauro, ordina
> l'oscuramento perpetuo di Antonio Di Pietro, perde perfino tempo a spiegare
> a Minzolini che cosa deve dire nell'editoriale del giorno dopo. Tutto purché
> non passi nel servizio pubblico una mezza informazione sui processi e gli
> scandali che lo riguardano. Al resto, ci pensano i fidi direttori dei tiggì.
>
> È un concentrato nauseabondo di regime quello che emerge dai dialoghi al
> telefono. Un padrone ossessivo e dittatoriale che impartisce ordini
> pazzeschi a un branco di servi contenti. Nel novembre scorso, alla vigilia
> di una puntata di Santoro dove figura fra gli invitati, Maurizio Belpietro,
> classico giornalista da riporto, telefona al padrone per informarlo che si
> parlerà del caso Mills. Berlusconi diventa una furia, chiama il suo uomo
> all'Autorità delle Comunicazioni, Innocenzi, e gli affida la missione di
> impedire la messa in onda del programma. Innocenzi chiama il direttore
> generale della Rai che un po' si lamenta ("nemmeno in Zimbabwe") ma poi
> illustra allo sprovveduto censore il sistema per bloccare Santoro. In futuro
> però, perché per impedire la messa in onda la sera stessa bisognerebbe fare
> un golpe. Ipotesi ancora prematura. Nel frattempo il premier del fare ha già
> sparso minacce e pressioni per mezza Italia e inviato in missione Letta da
> Calabrò, presidente dell'Autorità. Un copione simile si rivede ogni volta
> che Annozero affronta le questioni giudiziarie del premier, per esempio nei
> giorni della deposizione del pentito Spatuzza. In questo caso scatta anche
> la rappresaglia sotto forma di editoriale di Minzolini. Quello che teme chi
> vuole dimezzarne la professionalità. Ponendo un affascinante quesito
> matematico: si può dimezzare lo zero assoluto?
>
> Ma qui nello Zimba, nemmeno Zimbabwe, si può tutto. Nessuno si scandalizza.
> Il direttore del Tg1 sostiene che sia normale per un giornalista prendere
> ordini dal presidente del Consiglio. "Altrimenti che giornalista sarei?".
> Quando si dice una domanda retorica. I professori di liberalismo invitano,
> come sempre quando si tratta di persone di rispetto, a non criticare
> (ovvero: "linciare") nessuno prima che siano provati i reati in maniera
> definitiva. Quindi, mai. In Italia infatti i processi a potenti da decenni
> non giungono a sentenza definitiva. In compenso la libera informazione
> italiana può sempre sfogarsi mettendo alla gogna mediatica qualsiasi anonimo
> poveraccio incappato in un'indagine su un delitto di periferia, senza
> suscitare le ire dei garantisti nostrani. Così com'è un costume diffuso in
> Europa, nel Nord America e finanche in molte democrazie africane e
> asiatiche, esprimere giudizi etici e politici sui comportamenti delle figure
> pubbliche addirittura - sebbene alcuni opinionisti indigeni non lo
> crederanno mai - in assenza di veri e propri reati.
>
> Se dalle intercettazioni e dai comportamenti concreti del commissario
> Innocenzi e del direttore Minzolini, funzionario e dipendente pubblico,
> emerge una totale sottomissione a un capo politico, non c'è alcun bisogno di
> aspettare l'esito dell'inchiesta di Trani per dare un giudizio del loro
> operato. Almeno se si vuole continuare a fingere di essere un paese normale.
>
> Peraltro, a volte queste cose accadono anche in paesi meno normali. Tanto
> per rimanere in tema, tre anni fa a Bulawayo l'arcivescovo Pius Ncube, anche
> in seguito alla protesta dei fedeli, rassegnò le dimissioni per potersi
> difendere "più liberamente e senza coinvolgere la Chiesa" in un processo per
> reati sessuali. Bulawayo è nello Zimbabwe.
>
> di CURZIO MALTESE
KUOTO kasso se KUOTO | |

17-03-10, 07:21 AM
| | | Re: Il fallimento di "Repubblica", giornale noioso e conformista Il 15/03/2010 15:27, Kimafuso Lamoto ha scritto:
>
>
> Mi aspettavo queste risposte dai comunisti, che riflettono il medesimo
> atteggiamento mentale di Stalin, di Mao, di Pol Pot e di tutti i
> dittatori comunisti: chi non la pensa come loro e' scemo, ha
>
com'e' che parlando di grandi benefattori dell'umanità ti dimentichi
sempre Hitler, Mussolini, Franco, PInochet, Salazar, i colonnelli greci
e argentini e vari nobiluomini sudamericani ?
Avevo un cugino che insegnava in una Universita' Argentina: una
bravissima persona.Una mattina sono andati a prenderlo e non è saputo
piu' nulla..Ha lasciato la moglie e due bambini di 6 e 8 anni..La
sorella, presentatrice alla TV argentina, e' scomparsa da un giorno
all'altro ..Al potere non c'erano dei comunisti ma dei delinquenti di
estrema destra..Erano arrivati al potere favoriti da poveri idioti della
tua risma... |  | | | Thread Tools | | | | Display Modes | Linear Mode |
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