|  | | |

12-03-10, 08:30 PM
| | | Re: Fatevi una cultura On Fri, 12 Mar 2010 20:10:13 +0100, "antoniovigilante"
< > wrote:
>
>"Arkannen" < > ha scritto
>
>> No, non voglio mettere.
>> Perché per il bene della cultura si pubblicano contenuti liberi e la
>> presenza di roba piratata dissuade chi vorrebbe pubblicarli dal farlo.
>
>Dici? Io ho pubblicato diversi libri miei con il copyleft. E non mi dissuade
>affatto la presenza di "roba piratata".
>
Ma SCRIBD non lo conosce nessuno?
Lisa | |

12-03-10, 09:04 PM
| | | Re: -izzare (era: Fatevi una cultura) Il 12/03/2010 20.40, Maurizio Pistone ha scritto:
> (Honoré de Ball Zach!
Ahi!
--
Eîpen dè ho Iesoûs, oudè egó se katakríno: poreúou, kaì
apò toû nûn mekéti hamártane (Euaggélion katà Ioánnen, 8,11) | | | Try the foonews Toolbar!!! | |

12-03-10, 09:17 PM
| | | Re: Fatevi una cultura Il Fri, 12 Mar 2010 19:51:12 +0100, antoniovigilante ha scritto:
> Con questi ritmi mi ci vorrebbero dieci vite.
"Se si produce sofferenza o si interferisce negativamente con il Dharma o
legge universale, si produce karma negativo; se si fa del bene, si
produce karma positivo. Nelle vite successive (o nella vita corrente) si
dovrÃ* pagare o si verrÃ* ripagati per le azioni compiute in precedenza."
(Wikipedia)
--
Il popolo ha scelto Barabba. | |

12-03-10, 09:27 PM
| | | Re: Fatevi una cultura
"Lisa" < > ha scritto
> Ma SCRIBD non lo conosce nessuno?
[url]http://www.scribd.com/Antonio%20Vigilante[/url]
a. | |

12-03-10, 09:28 PM
| | | Re: Fatevi una cultura
"lefthand" < > ha scritto
> "Se si produce sofferenza o si interferisce negativamente con il Dharma o
> legge universale, si produce karma negativo; se si fa del bene, si
> produce karma positivo. Nelle vite successive (o nella vita corrente) si
> dovrà pagare o si verrà ripagati per le azioni compiute in precedenza."
> (Wikipedia)
E che fai, mi spieghi il karma a me? Io so' buddhista così, io so' buddhista
cooooosì! (cit.)
a. | |

12-03-10, 10:26 PM
| | | Re: Fatevi una cultura
"antoniovigilante" < > ha scritto nel
messaggio news:4b9a9193$0$704$ ...
>
> "Arkannen" < > ha scritto
>
>> No, non voglio mettere.
>> Perché per il bene della cultura si pubblicano contenuti liberi e la
>> presenza di roba piratata dissuade chi vorrebbe pubblicarli dal farlo.
>
> Dici? Io ho pubblicato diversi libri miei con il copyleft. E non mi
> dissuade affatto la presenza di "roba piratata".
Tu non sei l'universo mondo.
>> Inoltre... mentre la roba libera la posso liberamente utilizzare, quella
>> pirata invece la devo tenere nascosta.
>
> Certo, e poi ci sarebbe anche il fatto che la roba "libera" è cartacea
> mentre questa è elettronica, eccetera. Ma non si parlava della superiorità
> della roba piratata su quella che chiami libera.
Non fa alcuna differenza il modo in cui viene trasmesso il contenuto.
Se è un contenuto libero io posso tanto modificarlo quanto usarlo così come
è e poi anche riprodurlo e diffonderlo liberamente aumentando così la
quantità di contenuti liberi in circolazione.
Con uno non libero invece non posso fare niente di tutto questo, solo
citarlo e in parte.
>> Quindi... se vuoi il bene della cultura non diffondere quelle notizie.
>
> Vivi fuori dal mondo. A parte i baroni, che possono permettersi di far
> spendere all'Università fiior di quattrini per comprare i libri che gli
> servono, i ricercatori ricorrono normalmente a risorse di questo tipo. Se
> non ci fossero la ricerca, con i fondi che abbiamo in Italia, si
> fermerebbe.
E che si fermi allora, a queste condizioni è una ricerca non etica, immorale
e deleteria per il progresso dell'umanità.
... | |

13-03-10, 06:07 AM
| | | Re: Fatevi una cultura
"Arkannen" < > ha scritto
> Tu non sei l'universo mondo.
No? Uff.
> Non fa alcuna differenza il modo in cui viene trasmesso il contenuto.
> Se è un contenuto libero io posso tanto modificarlo quanto usarlo così
> come è e poi anche riprodurlo e diffonderlo liberamente aumentando così la
> quantità di contenuti liberi in circolazione.
> Con uno non libero invece non posso fare niente di tutto questo, solo
> citarlo e in parte.
Chi fa ricerca ha bisogno di informazioni. Se le trova in un testo a stampa
reperibile, tanto di guadagnato; se le trova in un testo parzialmente
disponibile o piratato, va bene comunque. Negli ultimi giorni ho scritto le
pagine su Ruskin del mio libro sulla pedagogia di Gandhi. "Unto this last"
ce l'ho in una (pessima) edizione cartecea, " Sesame and lilies" l'ho
trovato in rete nella edizione originale, integrale, "John Ruskin, sociale
reformer" di Hobson, "Gandhi: voice of a New Age revolution" di Green li ho
trovati su Google Books, pienamente leggibili per le parti che mi
interessavano; "Gandhi as disciple and mentor" di Thomas Weber l'ho trovato
in versione piratata.
> E che si fermi allora, a queste condizioni è una ricerca non etica,
> immorale e deleteria per il progresso dell'umanità.
C'è un libro molto bello di Walter Miller Jr, "Un cantico per Leibowitz".
Immagina che l'umanità sia tornata allo stato primitivo in seguito ad una
grande semplificazione, che ha portato alla distruzione di tutto ciò che era
tecnologico. L'abbazia di Leobowitz è il luogo nel quale si custodiscono le
poche testimonianze rimaste del mondo civile, difendendole dalla costante
minaccia delle nuove orde barbariche.
Ecco, la situazione di questo paese, grazie a quei pezzi di merda che sono
al governo e che ti piacciono tanto, non è molto diversa. Io vorrei poter
fare ricerca andando in biblioteca e trovando i libri che mi servono. Ma
questo in Italia non è possibile. Facendo una ricerca in rete, ho visto che
il mio libro su Gandhi è presente in tre biblioteche: una in Italia (Modena)
e due all'estero: quella dell'università della Navarra e quella della
Stanford University. L'editore mi ha confermato che la maggior parte degli
ordini arrivano da università e biblioteche straniere, soprattutto
americane; le biblioteche italiane non comprano niente. La Biblioteca
nazionale centrale di Firenze, una delle più importanti istituzioni
culturali del paese, ha dovuto promuovere una petizione al capo dello Stato
per non dover essere costretta a chiudere in seguito ai drastici tagli del
governo.
E' questo che è immorale: la "politica" culturale del governo di mafiosi,
corrotti e puttanieri che ti piace tanto, che taglia fondi alle scuole ed
alle biblioteche e paga profumatamente faccendieri e zoccole, non chi fa i
salti mortali per cercare di fare ancora ricerca in questo paese condannato
alla barbarie.
a. | |

13-03-10, 08:08 AM
| | | Re: Fatevi una cultura
"antoniovigilante" < > ha scritto nel
messaggio news:4b9b2b81$0$714$ ...
> Chi fa ricerca ha bisogno di informazioni.
Siamo d'accordo, ma la ricerca è una cosa che non finisce mai e impone che i
risultati vengano diffusi in modo da consentire altra ricerca.
Se il tuo lavoro non può essere completamente diffuso perché ci sono parti
protette dal diritto d'autore tu la ricerca la fai finire in un vicolo
cieco.
> C'è un libro molto bello di Walter Miller Jr, "Un cantico per Leibowitz".
> Immagina che l'umanità sia tornata allo stato primitivo in seguito ad una
> grande semplificazione, che ha portato alla distruzione di tutto ciò che
> era tecnologico. L'abbazia di Leobowitz è il luogo nel quale si
> custodiscono le poche testimonianze rimaste del mondo civile, difendendole
> dalla costante minaccia delle nuove orde barbariche.
L'ho letto... e le orde barbariche putacaso sono gli scienziati.
Mi sa che non lo hai capito tanto bene quel libro.
> Ecco, la situazione di questo paese, grazie a quei pezzi di merda che sono
> al governo e che ti piacciono tanto, non è molto diversa.
Pensieri in libertà i tuoi.
> Io vorrei poter fare ricerca andando in biblioteca e trovando i libri che
> mi servono.
Esiste la Biblioteca Nazionale a Roma dove ti fanno una bella fototessera
plastificata e dove sono disponibili tutti i libri di interesse pubblico
editi in Italia ed esiste anche il prestito interbibliotecario per cui pure
dalla biblioteca comunale del tuo comune puoi chiedere di aver in prestito
un libro che sta in un'altra biblioteca.
> E' questo che è immorale: la "politica" culturale del governo di mafiosi,
> corrotti e puttanieri che ti piace tanto, che taglia fondi alle scuole ed
> alle biblioteche e paga profumatamente faccendieri e zoccole, non chi fa i
> salti mortali per cercare di fare ancora ricerca in questo paese
> condannato alla barbarie.
Guarda... io ho cercato di farti capire in cosa stai sbagliando ponendotelo
sul piano del progresso umano e civile.
Ma visti i toni e visto che li stai usando per nasconderti allora ti dico
che tu non sei meno ladro e corrotto di quelli che tu chiami ladri e
corrotti.
... | |

13-03-10, 08:26 AM
| | | Re: Fatevi una cultura
"Arkannen" < > ha scritto
> Siamo d'accordo, ma la ricerca è una cosa che non finisce mai e impone che
> i risultati vengano diffusi in modo da consentire altra ricerca.
> Se il tuo lavoro non può essere completamente diffuso perché ci sono parti
> protette dal diritto d'autore tu la ricerca la fai finire in un vicolo
> cieco.
Un testo piratato può essere citato come qualsiasi altro testo, non pone
alcun problema alla diffusione della ricerca. Diverso è il caso del
software - io mi farei qualche problema, per dire, a diffondere un pdf
creato con una copia pirata di Adobe InDedign. Ma con i libri non esiste
proprio alcun problema.
> L'ho letto... e le orde barbariche putacaso sono gli scienziati.
> Mi sa che non lo hai capito tanto bene quel libro.
E' un libro che parla dei rischi della tecnica e della "civiltà", ma anche
dell'impossibilità di annullare la sete di conoscenza dell'uomo.
> Pensieri in libertà i tuoi.
Ah, in questo paese sono ancora possibili pensieri in libertà?
> Esiste la Biblioteca Nazionale a Roma dove ti fanno una bella fototessera
> plastificata e dove sono disponibili tutti i libri di interesse pubblico
> editi in Italia ed esiste anche il prestito interbibliotecario per cui
> pure dalla biblioteca comunale del tuo comune puoi chiedere di aver in
> prestito un libro che sta in un'altra biblioteca.
Bene, facciamo una prova. In questo momento ho aperto il file di un libro
che si intitola "An American looks at Gandhi", di James D. Hunt. Facciamo
una ricerca nell'OPAC ([url]http://opac.sbn.it/opacsbn/opaclib[/url]). Oh., non c'è,
che peccato. E' uno dei testi più importanti su Gandhi, e non esiste in
nessuna biblioteca italiana. Ma poniamo che l'abbia, che so, la Nazionale di
Roma. In questo caso potrei ricorrere al prestito interbibliotecario. Per
ogni prestito però bisogna pagare quattro euro di spese postali alla
biblioteca che dà il libro, più quattro euro alla biblioteca che riceve.
Otto euro a libro. In qualche caso la spesa è anche maggiore. L'altro ieri
ho ritirato un libretto di quaranta pagine che mi costerà dodici euro, otto
alla biblioteca che l'ha spedito più i consueti quattro euro alla mia
biblioteca. Considera che per motivi di studio mi servono da cinque a dieci
libri a settimana: il che vuol dire una spesa che va da quaranta a ottanta
euro a settimana, pari ad una somma mensile da 160 a 320 euro al mese.
Ma non basta. Se il libro è molto importante, un mese di prestito non è
sufficiente. Ed allora l'unica cosa è farsi le fotocopia, vale a dire fare
una cosa illegale. Che peraltro ha anch'essa un suo costo. Sintetizzando: il
testo puoi trovarlo piratato in rete, ma tu ti fai scrupoli, ed allora lo
chiedi col prestito interbibliotecario, paghi otto euro più altri quindici
di fotocopie, facendo comunque un atto di pirateria.
> Guarda... io ho cercato di farti capire in cosa stai sbagliando
> ponendotelo sul piano del progresso umano e civile.
> Ma visti i toni e visto che li stai usando per nasconderti allora ti dico
> che tu non sei meno ladro e corrotto di quelli che tu chiami ladri e
> corrotti.
Ieri riflettevo sulla facilità con cui Berlusconi usa l'espressione "si
vergogni". A quanto pare è una proiezione psicotica che appartiene anche ai
suoi leccaculo.
a. | |

13-03-10, 11:28 AM
| | | Re: Fatevi una cultura
"antoniovigilante" < > ha scritto nel
messaggio news:4b9b4c20$0$704$ ...
> Un testo piratato può essere citato come qualsiasi altro testo, non pone
> alcun problema alla diffusione della ricerca. Diverso è il caso del
> software - io mi farei qualche problema, per dire, a diffondere un pdf
> creato con una copia pirata di Adobe InDedign. Ma con i libri non esiste
> proprio alcun problema.
Io posso prendere un intero capitolo da un lavoro fatto con licenza open e
riportarlo con o senza modifiche in un mio lavoro.
Questo con un testo protetto da copyright non è possibile.
> E' un libro che parla dei rischi della tecnica e della "civiltà", ma anche
> dell'impossibilità di annullare la sete di conoscenza dell'uomo.
E' un libro che parla dell'incapacità dell'uomo di gestire la conoscenza in
assenza di valori etici e morali.
Inizia con una catastrofe nucleare provocata dall'uomo e finisce con
l'approssimarsi di un'altra catastrofe nucleare.
> Ah, in questo paese sono ancora possibili pensieri in libertà?
Mi pare che ancora non sia venuto nessuno a bussare alla tua porta,
piuttosto mi pare che siate tu e i tuoi amici quelli che chiedono che si
vada a bussare alle porte degli altri.
> una cosa illegale. Che peraltro ha anch'essa un suo costo. Sintetizzando:
> il testo puoi trovarlo piratato in rete, ma tu ti fai scrupoli, ed allora
> lo chiedi col prestito interbibliotecario, paghi otto euro più altri
> quindici di fotocopie, facendo comunque un atto di pirateria.
E allora te lo comperi il libro, oppure ne fai a meno o altrimenti ti
trasferisci a Roma per fare le tue ricerche o meglio ancora le fa qualcun
altro.
Il tuo è semplicemente un atto criminale, deleterio per il bene comune.
E le tue sono giustificazioni che lasciano il tempo che trovano.
Sei soltanto un ladro e un vandalo
> Ieri riflettevo sulla facilità con cui Berlusconi usa l'espressione "si
> vergogni". A quanto pare è una proiezione psicotica che appartiene anche
> ai suoi leccaculo.
Sempre la stessa storia, quando li si becca con il sorcio in bocca mettono
in mezzo Berlusconi.
Cos'è? Stai cercando la protezione della mafia comunista?
La butti sull'antiberlusconismo per accattivarti le altrui simpatie?
Tranquillo che ti riesce, è così pieno di tonti, deficienti, scrocconi,
ladri e bidelli fannulloni qua dentro che accorreranno tutti a frotte.
Tu però sempre ladro e vandalo resti.
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